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Una delle Chiese più piccole e particolari di Nicotera è sicuramente quella dedicata alla Santa Croce.

 

La storia di questa Chiesa insieme alla vicenda della scelta del luogo risale a qualche secolo fa.

 

Proprio la zona dove essa sorge era luogo, dal lontano 1700, di devozione e preghiera da parte degli abitanti di Nicotera e non solo.

 

Infatti, proprio lì era posto un Calvario che era rappresentato da tre alte croci, ma prima ancora, come da tradizione ebraica (non dimentichiamo che a Nicotera fra il 1224 e il 1536 c’era il quartiere ebraico “Giudecca”) era stata posta una croce costruita con alcune pietre.

 

Furono i Padri Passionisti a sostituire la croce di pietre con una in legno, rimpiazzata, successivamente, con una croce in ferro battuto, che oggi svetta sull’attuale chiesa.

In questo luogo, specialmente durante il periodo della Quaresima, i nicoteresi e tanta altra gente proveniente dai paesi vicini, si radunavano per pregare.

Il fatto che tutta questa gente si riunisse senza una vero e proprio luogo di culto, spinse la Curia Vescovile ad avviare un processo di riconoscimento di questo evento cristiano dando il via all’opera di costruzione di una piccola Chiesa.

 

Il luogo esatto scelto per la costruzione era “all’incrocio della via di Nicotera con quella provinciale” come attesta il Bollettino diocesano Ignis Ardens dell’Archivio Storico Vescovile.

 

Oggi questo luogo divide in due assi viari la strada principale di Nicotera (Via Foschea), da una parte si giunge a Badia, dall’altra a Comerconi.

 

La prima pietra fu posta il 14 Settembre del 1922 alla fine della Santa Messa celebrata da mons. Felice Cribellati, da quel momento tanti volontari si diedero da fare per dare vita al sogno di moltissimi fedeli.

 

E’ una struttura, quella della Chiesa della Santa Croce, che ricorda quella della Madonna del Carmine di Monte Poro anche se più piccola.

 

Proprio perché costruita da volontari, la chiesetta è stata edificata utilizzando materiale “povero”.

 

Fu, infatti, eretta con i “cantoni” che vennero portati dalla cava di Caroni e che, ancora oggi, sono presenti in molte costruzioni e abitazioni nicoteresi.

 

Le campane sono due, una grande e una più piccola, la Marticana, offerta dal Penitenziere della Cattedrale, Canonico Saverio Di Giorgio, campana, questa, utilizzata dalla famiglia del suddetto.

 

Sull’unica cupola ricoperta in cemento e rame e che completa il campanile è posta un’altra croce, sempre in ferro battuto.

 

All’interno è presente un’unica navata divisa in due vani: “il presbiterio e la sala dell’assemblea, delimitati da due corpi laterali, addossati alle pareti laterali esterne, di finte colonne su cui si stagliano delle paraste, il tutto coronato da un grande cornicione con cimasa aggettante”.

 

Il tetto è piatto e spoglio, è stata posta, infatti, l’immagine di una colomba sempre in ferro battuto. Ai lati sono presenti quattro finestre.

 

Di grande interesse è la tela di Cosma Russo che raffigura la Santa Croce in presenza degli Apostoli, tela offerta dal Canonico Saverio Di Giorgio.

 

Il 3 Maggio del 1924 la Chiesa fu, finalmente, aperta al culto dal Delegato Vescovile, Don Michele Gallo.

 

 
 

 

 

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