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La
fondazione
di Comerconi
risale al
950 d.C., a
seguito del
saccheggio e
della
distruzione
di Nicotera
da parte
delle
milizie
saracene ed
è un'antica
colonia
greco-romana,
com’è
testimoniato
dai reperti
rinvenuti
nella
località
Chiesiola e
nei pressi
della
fontana di
S.
Irene,conservati
nel Museo
Civico
Archeologico
di Nicotera.
L’influenza
greco-bizantina
e la
presenza
monastica
brasiliana,
oggi può
essere
constatata
nella
dedicazione
della Chiesa
parrocchiale
di Comerconi
a S. Nicola,
santo
“brasiliano”
e orientale.
Essa è una
frazione del
comune di
Nicotera ed
il suo nome
incontra
varie
interpretazioni
fra cui
“ornamento”
oppure
“paese
cintato da
mura”.
Comerconi,
è famosa
nella sua
zona prima
di tutto per
il suo vino
e per il suo
olio. Il
suolo è
infatti
ricoperto da
alberi di
ulivo,
vigneti e
querce e
l’attività
praticata è
soprattutto
agricola. Il
vitigno
comerconese
è il
Gaglioppo.
E' raro,
tuttavia,
che il
Gaglioppo
sia
vinificato
in purezza.
Infatti, si
cerca di
attenuare
alcune sue
asperità
accompagnandolo
con altre
uve ed il
risultato
finale è
spesso molto
buono: un
vino
corposo, di
colore
rubino
intenso.
Pure l'Ulivo
ha trovato
clima
temperato
nella
collina del
Poro, tanto
da
sostituire quasi
del tutto le
antiche
querce che
caratterizzavano
il paesaggio
fino a
qualche
generazione
fa; querce
che però
ancora
resistono
con qualche
esemplare
spettacolare
nella
Contrada Madonnella e
nella strada
interpoderale
che si
arrampica
verso il
Santuario di
Monte Poro.
Oltre a
svariate
tipologie di
frutta, fra
cui fichi,
bianchi e
neri, prugne
e pere
(nella
località Chiesiola ne
fruttifica
un tipo
speciale dal
gusto
delicatissimo,
che si
presenta a
grappoli,);
subito dopo
le prime
piogge
dell'autunno,
quasi
affiorano
dal terreno,
insieme a
funghi
prataioli,
chiodini,
porcini,
pioppini
anche i
tartufi
assai simili
al tartufo
nero.
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