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Arrivando nella parte alta dell’abitato
di Nicotera troviamo poco distante dal
Castello, la Cattedrale, eretta nel
Medioevo, ma completamente ricostruita
nel 1785 e rifatta nel 1843.
La cattedrale di Nicotera, intitolata a Santa
Maria Assunta, è stata riconosciuta
canonicamente: Il 2 agosto 1996 S. E.
Mons. Domenico Cortese ha elevato la
Chiesa Concattedrale di Nicotera alla
dignità di Santuario Mariano Diocesano
con il titolo di S. Maria Assunta in
Cielo.
Il Santuario, di
antichissime origini, era intitolata
alla Madonna di Romania. Nel 1065 per
volere di Roberto il Guiscardo fu
ristrutturato in stile normanno.
Documenti non coevi esistenti
nell'Archivio storico vescovile rivelano
che esso era relativamente grande ad una
sola navata e con cappelle laterali.
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La forma attuale è
dovuta all'ing. Ermenegildo Sintes,
allievo del Vanvitelli, che lo
ristrutturò sul finire del XVIII sec.,
dopo i danni provocati dal sisma del
1783. L'edificio è a croce latina con
due navate laterali, transetto e coro
profondo e absidato. Dalle tante
cappelle originarie rimane soltanto
quelle dedicata al SS. Sacramento.
Nella navata di destra: due altari
settecenteschi dedicati alle anime del
Purgatorio e del S. Rosario, due tele
dipinte nel 1743 dal pittore vibonese
Giulio Rubino, raffiguranti la "Vergine
del Carmelo con le anime purganti e la
Madonna del Rosario".
Di rivelante interesse è la cappella di
"S. Maria delle Grazie" con la statua
omonima scolpita a tutto tondo in marmo
bianco di Carrara con decorazioni
floreali in oro, fu eseguita da
Antonello Gagini nel 1499. La statua
misura cm. 161 di altezza, alla base è
incisa la frase "Regina Celi Letare".
Nella navata laterale
sinistra: due altari dell'arte
napoletana del XVIII sec. Con splendide
pale dedicate all'"Immacolata e alla
Madonna del Carmine" del pittore romano
Niccolò Ricciolino del 1740. Nell'urna
di vetro si trovano le spoglie di un
martire: S. Clemente. Sulla parete
laterale del transetto si trova
l'artistico Crocefisso ligneo di Angelo
Laudano di Napoli che lo scolpì nel 1590
su incarico di Mons. Ottaviano Capace
(1582-1618).
Nel 1638 il
Crocefisso fu bersaglio di sette colpi
sparati dai Turchi i cui fori sono
ancora oggi ben visibili. Nella navata
centrale è situato il monumentale altare
in marmo policromo, fatto costruire da
Mons. Francesco Franco (1747-1777) e fu
consacrato il 5 febbraio 1769, con al
centro una profonda nicchia nella quale
trovasi la statua lignea di "S. Maria
Assunta".
La statua dell'Assunta, patrona della
città e protettrice della Diocesi di
Nicotera, è dello scultore napoletano
Domenico Muollo. Fu commissionata dal
Vescovo Francesco Franco il 14 novembre
1747, pochi giorni dopo il suo
insediamento sulla cattedra episcopale
cittadina.
Da Napoli l'effigie
pervenne via mare a Palmi e da qui con
"feluca"fu trasportata alla Marina di
Nicotera. Successivamente e
processionalmente il complesso scultorio
fu trasferito in città ove fu benedetto
dal Vescovo alla presenza del clero e
dalle autorità civili.
Nella sala capitolare all'interno
dell'altare si trova il corpo del Beato
Paolo Sinopoli dei PP. Minori
Osservanti, morto nel convento di
Nicotera nel 1504.
Il fonte battesimale, probabilmente
proveniente dalla distrutta chiesa di S.
Maria delle Grazie dei Padri Osservanti,
è in marmo verde di Calabria ed stato
eseguito con molta probabilità nella
bottega artigiana del Gagini di Messina
nel XVI-XVII sec., su ordinazione del
Beato Paolo da Sinopoli.
Bassorilievo marmoreo
del sec. XI dove è rappresentato la
"Consacrazione Episcopale del primo
Vescovo di Nicotera", Niceforo, avvenuta
nell'anno 65 d. C. ad opera del Vescovo
di Reggio Santo Stefano Niceno. Sulla
sinistra si nota ancora S. Paolo il
quale, stando alla tradizione popolare,
volle che la città fosse sede Vescovile
per premiarla della sua conversione alla
religione Cattolica.
L'antica scala "U Tamburro"di accesso
alla chiesa cattedrale, voluta da S. E.
Ottaviano Capace per permettere agli
abitanti del quartiere S. Andrea di
accedervi facilmente.
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